Sostieni la nostra causa effettuando
una donazione o donando il tuo 5×1000

FRAGILITÀ OSSEA IN GRAVIDANZA

Durante la gravidanza e l’allattamento, le madri devono fornire grandi quantità di calcio al feto e al lattante. Durante la gravidanza raddoppia l’efficienza dell’assorbimento intestinale del calcio, così come il riassorbimento osseo. Questo aggiustamento avviene al fine di soddisfare le richieste fetali. È importante quindi un’adeguata assunzione di calcio e di vitamina D.

Alcuni studi hanno dimostrato che fattori quali stile di vita materna, costituzione corporea, dieta e attività fisica durante la gravidanza, potrebbero influenzare la mineralizzazione ossea del feto.

Fattori di rischio di osteoporosi nella donna in gravidanza

Alcuni fattori di rischio aumentano la possibilità di osteoporosi in gravidanza:

  • Gravidanza in giovane età
  • Etnia europea o asiatica
  • Familiarità per osteoporosi
  • Precedenti fratture senza trauma evidente
  • Bassa densità minerale ossea
  • Basso peso corporeo
  • Basso aumento ponderale in gravidanza
  • Precedenti alterazioni del ciclo mestruale
  • Basso apporto di calcio con la dieta
  • Fumo di sigaretta
  • Eccessivo consumo di alcoolici
  • Ridotta attività fisica
  • Terapia con glucocorticoidi

Malattie che possono causare osteoporosi in gravidanza

Anche alcune malattie possono aumentare il rischio di osteoporosi in gravidanza

  • Malattie endocrine (ipogonadismo, ipercortisolismo, iperparatiroidismo, ipertiroidismo, anoressia mentale)
  • Malattie gastro-enteriche (associate a malassorbimento intestinale)
  • Malattie ematologiche (mielo-linfoproliferative)
  • Malattie reumatiche (artrite reumatoide e psoriasica, LES)
  • Malattie renali (ipercalciuria idiopatica, insufficienza renale cronica)
  • Malattie genetiche del collageno (osteogenesis imperfecta)
  • Trapianto d’organo
  • Malattie neuromuscolari

Eparina e osteoporosi

Le donne in gravidanza, che hanno una anamnesi positiva per trombofilia acquisita o ereditaria, un pregresso tromboembolismo venoso, o in condizione di prolungata immobilizzazione nel corso della gestazione o nel post partum, necessitano di assumere la terapia con eparina.L’uso di eparina, in particolare la formulazione non frazionata, può alterare il tessuto osseo, aumentandone il riassorbimento. L’uso a lungo termine dell’eparina non frazionata è stato associato con un’incidenza di 2,2-5% di fratture osteoporotiche.I dati sull’eparina a basso peso molecolare e sul rischio di osteoporosi e di fratture osteoporotiche sono ancora insufficienti per raccomandazioni definitive. Quello che è importante per il ginecologo è tenere presente che una terapia cronica con eparina potrebbe causare una importante fragilità ossea. Per questo, una donna che deve farne uso per mesi, dovrà essere valutata con diligenza per quanto riguarda il metabolismo osseo e gli ormoni che lo regolano.

Cosa fare prima e durante la gravidanza

  • Visita medica per una valutazione della familiarità, dei fattori di rischio personali, dei farmaci e delle malattie collegati al rischio di osteoporosi.
  • Esami del sangue e delle urine di primo livello: emocromo completo, protidemia frazionata, creatininemia, calcemia, fosforemia, fosfatasi alcalina ossea, 25-OH D3, calciuria 24h.
  • Esame ultrasonografico del calcagno o della falange: si tratta di un esame semplice e senza radiazioni, che valuta la quantità di minerale osseo e predice il rischio di frattura.

Prevenzione

È importante valutare nel singolo caso l’adeguatezza dell’introito di calcio e Vitamina D e tutti i fattori di rischio per osteoporosi, che sono stati precedentemente indicati.Per quanto riguarda il calcio, nella donna i fabbisogni sono i seguenti: 11-17 anni: 1300 mg/die; 30-59 anni: 1000 mg/die; in gravidanza e allattamento:1000 mg/die; ≥ 50 anni: 1200 mg/die.Una quota della vitamina D è sintetizzata a livello della pelle grazie all’esposizione solare (sono consigliabili almeno 10 minuti al giorno di esposizione alla luce del sole di volto, collo, braccia e gambe). Gli alimenti, quali olio di pesce (salmone, sgombro) e olio di fegato di merluzzo, rappresentano un’altra fonte di vitamina D. Anche per la vitamina D, in caso di necessità, esistono integratori che possono colmarne la carenza.È consigliabile praticare un’attività fisica regolare e costante per la salute delle nostre ossa, come camminate e ginnastica per almeno 30 minuti al giorno.